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Ciao a tutti, sono una donna di 43 anni, sposata, con un lavoro e una cagnolina..e tanta allegria

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roberta e stella
la mia tenera cagnolina...tanto buffa :)
venerdì, 15 febbraio 2008
Sembrava una barzelletta...
Ieri sera mi è arrivata una mail di quelle di siti di barzellette...di solito ci dò un'occhiata...faccio una risatina e poi le cancello.
Ma questa dovevo copiarvela...è troppo vera! E sfido qualunque donna a dire che non è così



Il grande segreto di tutte le donne rispetto ai bagni è che da bambina tua mamma ti portava in bagno, puliva la tavolozza, ne ricopriva il perimetro con la carta igienica e poi ti spiegava: "MAI, MAI appoggiarsi sul gabinetto!" e poi ti mostrava "la posizione" che consiste nel bilanciarsi sulla tazza facendo come per sedersi ma senza che il corpo venga a contatto con la tavolozza.

"La posizione" è una delle prime lezioni di vita di una bambina, importantissima e necessaria, deve accompagnarci per il resto della vita. Ma ancora oggi, da adulte, "la posizione" è terribilmente difficile da mantenere quando hai la vescica che sta per esplodere.

Quando "devi andare" in un bagno pubblico, ti ritrovi con una coda di donne che ti fa pensare che dentro ci sia Brad Pitt. Allora ti metti buona ad aspettare, sorridendo amabilmente alle altre che aspettano anche loro con le gambe e le braccia incrociate. E' la posizione ufficiale di "me la sto facendo addosso". Finalmente tocca a te, ma arriva sempre la mamma con "la bambina piccola che non può più trattenersi" e ne approfittano per passare avanti tutte e due!

A quel punto controlli sotto le porte per vedere se ci sono gambe. Sono tutti occupati. Finalmente se ne apre uno e ti butti addosso alla persona che esce. Entri e ti accorgi che non c'è la chiave (non c'è mai); non importa... Appendi la borsa a un gancio sulla porta, e se non c'è (non c'è mai), ispezioni la zona, il pavimento è pieno di liquidi non ben definiti e non osi poggiarla là, per cui te la appendi al collo ed è pesantissima, piena com'è di cose che ci hai messo dentro, la maggior parte delle quali non usi ma le tieni perchè non si sa mai. Tornando alla porta... dato che non c'è la chiave, devi tenerla con una mano, mentre con l'altra ti abbassi i pantaloni e assumi "la posizione"... AAhhhhhh... finalmente...

A questo punto cominciano a tremarti le gambe... perchè sei sospesa in aria, con le ginocchia piegate, i pantaloni abbassati che ti bloccano la circolazione, il braccio teso che fa forza contro la porta e una borsa di 5 chili appesa al collo. Vorresti sederti, ma non hai avuto il tempo di pulire la tazza nè di coprirla con la carta, dentro di te pensi che non succederebbe nulla ma la voce di tua madre ti risuona in testa: "Non sederti mai su un gabinetto pubblico!", così rimani nella "posizione", ma per un errore di calcolo un piccolo zampillo ti schizza sulle calze!!! Sei fortunata se non ti bagni le scarpe. Mantenere "la posizione" richiede grande concentrazione. Per allontanare dalla mente questa disgrazia, cerchi il rotolo di carta igienica maaa, cavolo...! Non ce n'è...! (mai).

Allora preghi il cielo che tra quei 5 chili di cianfrusaglie che hai in borsa ci sia un misero kleenex, ma per cercarlo devi lasciare andare la porta, ci pensi su un attimo, ma non hai scelta.
E non appena lasci la porta, qualcuno la spinge e devi frenarla con un movimento brusco, altrimenti tutti ti vedranno semiseduta in aria con i pantaloni abbassati. NO!! Allora urli: "O-CCU-PA-TOOO!!!", continuando a spingere la porta con la mano libera, e a quel punto dai per scontato che tutte quelle che aspettano fuori abbiano sentito e adesso puoi lasciare la porta senza paura, nessuno oserà aprirla di nuovo (in questo noi donne ci rispettiamo molto) e ti rimetti a cercare il kleenex, vorresti usarne un paio ma sai quanto possono tornare utili in casi come questi e ti accontenti di uno, non si sa mai.

In questo preciso momento si spegne la luce automatica, ma in un cubicolo così minuscolo non sarà tanto difficile trovare l'interruttore! Riaccendi la luce con la mano del kleenex, perchè l'altra sostiene i pantaloni, conti i secondi che ti restano per uscire di lì, sudando perchè hai su il cappotto che non avevi dove appendere e perchè in questi posti fa sempre un caldo terribile. Senza contare il bernoccolo causato dal colpo di porta, il dolore al collo per la borsa, il sudore che ti scorre sulla fronte, lo schizzo sulle calze... il ricordo di tua mamma che sarebbe vergognatissima se ti vedesse così; perchè il suo fonsoschiena non ha mai toccato la tavolozza di un bagno pubblico, perchè davvero "non sai quante malattie potresti prenderti qui".

Ma la debacle non è finita... sei esausta, quando ti metti in piedi non senti più le gambe, ti rivesti velocemente e soprattutto tiri lo sciacquone! Se non funziona preferiresti non uscire più da quel bagno, che vergogna! Finalmente vai al lavandino. E' tutto pieno di acqua e non puoi appoggiare la borsa, te la appendi alla spalla, non capisci come funziona il rubinetto con i sensori automatici e tocchi tutto finchè riesci finalmente a lavarti le mani in una posizione da gobbo di Notredame per non far cadere la borsa nel lavandino; l'asciugamani è così scarso che finisci per asciugarti le mani nei pantaloni, perchè non vuoi sprecare un altro kleenex per questo!

Esci passando accanto a tutte le altre donne che ancora aspettano con le gambe incrociate e in quei momenti non riesci a sorridere spontaneamente, cosciente del fatto che hai passato un'eternità là dentro. Sei fortunata se non esci con un pezzo di carta igienica attaccato alla scarpa o peggio ancora con la cerniera abbassata! A me è capitato una volta, e non sono l'unica a quanto ne so!

Esci e vedi il tuo uomo che è già uscito dal bagno da un pezzo e gli è rimasto perfino il tempo di leggere Guerra e Pace mentre ti aspettava. "Perchè ci hai messo tanto?" ti chiede irritato.
"C'era molta coda" ti limiti a rispondere. E questo è il motivo per cui noi donne andiamo in bagno in gruppo, per solidarietà, perchè una ti tiene la borsa e il cappotto, l'altra ti tiene la porta e l'altra ti passa il kleenex da sotto la porta; così è molto più semplice e veloce perchè tu devi concentrarti solo nel mantenere 'la posizione'. E la dignità.

Questo è dedicato alle donne di tutto il mondo che hanno usato un bagno pubblico e a voi uomini, perchè capiate come mai ci stiamo tanto.
Scritto da: 8007roberta alle ore 08:02 | link | commenti (33) | Categoria:
domenica, 10 febbraio 2008
Una cena diversa
Ieri sera io e mio marito eravamo stati invitati da una simpaticissima coppia di nostri clienti a mangiare fuori.
Dato che l'uomo di questa coppia è argentino il ristorante era in tema...e per me era una grande novità!
Così il pomeriggio, grazie ad internet, mi ero informata: che si mangia in Argentina? Carne...carne...carne....oddio io non ne vado proprio matta...preferisco cosine più sfiziose, intingoli, verdure, zuppe. Faccio una vasta panoramica dei piatti tipici ed ecco comparire qualcosa che dovrebbe piacermi: le empanadas sembrano fagottini ripieni...questi non me li perdo!
E la serata inizia...tardi come tutte le serate fuori a Roma dato che noi per arrivarci impieghiamo in media un'oretta: ci sediamo al tavolo nello splendido Caffè Corrientes che sono già le 21,30...e ho una fame dannata!
Le (o gli? il particolare mi sfugge) empanadas ci sono...fra gli antipasti, dove compaiono anche tutta una lista di cose che mangerei molto volentieri...per secondo c'è BISTECCA in tutti i modi e di tutti i tagli...ma sempre bistecca è.
E io me ne frego (cosa che mi riesce molto molto molto bene ) e mentre gli altri ordinano tagliate io chiedo una cosa che figurava fra gli antipasti: un formaggio argentino sulla piastra con origano e pomodorini...
Comincia la cena: le empanadas sono ancora meglio di quello che pensavo, sono ripiene di carne con peperoni...piccante e gustosa!
Fosse per me mi riempirei di questi per tutta la cena
La compagnia è divertente e il tempo passa in fretta...arriva il secondo: montagne di bistecche per tutti...e il mio formaggio. A turno mi chiedono tutti di assaggiarlo...e va bene...però la prossima volta provate ad ordinare cose diverse così magari vi togliete qualche sfizio!
E' l'ora del dolce: io sono a dieta stretta perciò declino l'offerta...cioè ci provo....ma il nostro anfitrione si offende: ma come? Un esperta di dolci che non vuole assaggiare il dolce tipico argentino? E' buono dai provalo!
E proviamo un pò: si chiama dolce di latte....sarà mica troppo calorico!
Arriva una bella banana sbucciata con sopra questo dolce di latte: ha il colore del mou.....ha anche l'odore del mou! Prendo un pezzetto con la forchettina: ha anche la consistenza del mou!
E infine la prova assaggio: è mou!
Non sapevo che fosse tipico argentino, lo enfatizzano al massimo, mi spiegano che lo vendono in negozi specializzati, che si fa col latte condensato (grazie...lo so: è mou mica roba sconosciuta!) messo a bollire a bagnomaria....
Ora so la storia del mou....passatemi un'altra empanadas!
Scritto da: 8007roberta alle ore 10:50 | link | commenti (10) | Categoria:
mercoledì, 06 febbraio 2008
La prima lezione...
Dunque ieri alle 13,30 c'era la mia prima lezione di acquagym.
Non era una novità per me, almeno così credevo: lo avevo provato nelle varie vacanze fuori Italia. E'un must nei grandi hotel con piscina: prima del pranzo c'è acquagym ed è così divertente che non si può mancare!
Si battono i piedi forte spruzzando acqua ovunque...si gioca con tubi di gomma saltandoli come fosse la corda dei nostri ricordi di fanciullette...si saltella a destra e sinistra...insomma uno spasso!
Si alla fine si è appena stancucci...ma niente di che.
Ecco cosa credevo che fosse...ma, appunto, lo credevo io!
No...deve essersi evoluta negli anni oppure in palestra la prendono molto più seriamente: Nessuno spruzzo di acqua...neanche a morire!
Si corre (si avete letto bene: si CORRE) con l'acqua fino alle ascelle avanti e indietro nella piscina ....che fatica bestiale! Sembra facile a pensarci...ma al vostro prossimo tuffo provateci: ci si muove di pochi centimetri alla volta e una vasca sembra infinita. Dopo 4 vasche di questa "corsa al rallentatore" via con gli addominali (addominali in acqua???) su le gambe giù le gambe su le gambe giù le gambe...tirate i muscoli della pancia! Ma quante volte si deve fare sta tortura? 50!
Accipicchia...ma mi ero sbagliata: erano 50 per gamba...e poi 50 a gambe unite...e poi altri 50 con le ginocchia su...
Mi conoscete...zitta ci sto poco e così:
"e 50 con le gambe sopra alla testa e le braccia dietro al sedere no?"
"vedrà la differenza a forza di farle...non se ne lamenterà più"
Bhe allora vedrò...ma per ora difendo il mio diritto al lamento!
La ragazza accanto a me ha un'aria rassegnata e cerca di fare "melina": nell'acqua è difficile controllare che ci si muova proprio come detto dall'insegnante...ma io le sono accanto e vedo...e penso....penso che sta buttando i suoi soldi: le cose o le fai per bene o non le fai!
E io ho la testa dura come un sasso: le faccio proprio per bene...mi lagno un pochino ma le faccio.
Esco dalla piscina di ottimo umore: la stanchezza fisica mi tira su di morale (e anche lagnarmi mi scarica dallo stress ) e domani si ricomincia....
Devo dire all'istruttrice di tagliarsi i baffi: il cipiglio di Hitler ce l'ha...non è il caso che coltivi altre rassomiglianze!
Scritto da: 8007roberta alle ore 13:03 | link | commenti (9) | Categoria:
domenica, 03 febbraio 2008
argomento scabrosissimo...astenersi gli scandalizzabili
Per trovare una particolare crema per i massaggi alla schiena ho girato non so più quanti siti farmaceutici americani e ho dovuto prendere coscienza, volente o nolente, coi principali problemi maschili. Pensavo che la febbre da viagra fosse ormai scemata..e invece peggiora!
Ora non contenti di darsi "una botta di allegria" col viagra sembra che tanti uomini cerchino....non saprei come chiamarli...diciamo "allungatori di pirillo".
La cosa un pò mi sconvolge: è evidente che il genere maschile non studia l'anatomia femminile quanto dovrebbe.
Un ....mi sa che oggi finisco col bollino rosso.... ehm...e ora come la chiamo? Bhe insomma...una patatina è lunga al massimo 13 cm....a che servono le bestie da film hard? E' tutta scena!
Serve solo all'occhio....non dico che un bello spettacolo non lo si guardi con piacere, ma ai fini puramente pratici è inutile.
Ma questi furboni che sono gli uomini, tutti nella loro interezza, hanno inventato mille modi per migliorare le loro dimensioni (mai che pensino di migliorare le prestazioni invece...): ci sono pompette allunganti sottovuoto (sai che spettacolo deve essere...da scompisciarsi dalle risate!), creme, gel...tutta roba per questo unico scopo.
E come se non bastasse hanno anche due metodi chirurgici...e ora signore mie si ride di brutto:
Il primo, chiamato  metodo Bihari (che sarà certamente il fesso che l'ha inventata) consiste nel tagliare il legamento che fissa il pene al corpo: si guadagnano dai 3 ai 5 cm!
Ah dimenticavo...ha un piccolissimo handicapp: anche quando questo aggeggio così allungato sarà "vivace" continuerà a puntare verso il basso!
Lo so...le signore si stanno spanciando dalle risate...gli uomini stanno facendo il conto di come sarebbe specchiarsi la mattina dopo questa operazione.
Le signore sposate ora si staranno girando verso i mariti e urleranno "non ci pensare neppure!". Perchè loro lo sanno: se nell'emozione grande di un abbraccio ravvicinato quello che sentite fra i vostri due corpi punta verso il basso....la delusione è sicura!
E allora lasciate perdere queste sciocchezze da giornalini porno, decidetevi a crescere cari uomini: non è importante QUANTO ne avete ma è molto molto importante COME lo sapete usare
Piantatela con le pompette allunganti, con le creme e cominciate invece ad allenarvi col cronometro.....perchè la stragrande maggioranza delle donne vi giudica da quello.
Mentre voi vi vantate col vostro migliore amico di averne 20 centimetri la vostra donna dice alla sua migliore amica che non valete un granchè perchè dopo due minuti la festa era già finita!
Spero di non aver scandalizzato nessuno
Scritto da: 8007roberta alle ore 09:37 | link | commenti (11) | Categoria:
sabato, 02 febbraio 2008
Una mostra bellissima!
A Roma stava per chiudere una mostra di Gauguin che non si poteva perdere: 150 opere, fra quadri lettere, quaderni, vasi, sculture.... insomma una cosa per cui vale la pena di fare un bel pò di chilometri nonostante la schiena si affatichi in fretta in questo periodo.
E così mi metto d'accordo con Michele: l'amore grande per l'arte l'abbiamo in comune e con nessun altro vorrei andare a vedere una meraviglia del genere. Non è che non voglio dividere con altri quello che so o quello che mi piace...è che toglie buona parte del gusto trovarsi davanti ad un Fontana, sospirare di gioia pura e sentirsi dire "Ma due tagli su un tela li saprei fare pure io...." perciò vado  a godere dell'arte solo con chi capisce e ama quanto me lo spettacolo che viene proposto.
Ci siamo organizzati...e siamo partiti in anticipo tutti e due tanto era il desiderio di perderci fra i sogni e i colori di Gauguin!
Devo dire che la mostra è stata organizzata proprio bene, suddivisa nei vari periodi artistici del pittore...se proprio devo trovare una pecca dirò che hanno "annacquato" un pò la sua vita: non è spirato perchè "si è fermato il suo cuore"...cioè certo che gli si è fermato il cuore altrimenti sarebbe ancora qui...ma è morto sifilitico e pazzo...dopo aver cambiato molte amanti tutte fra i 13 e i 15 anni: insomma non era uno stinco di santo come vorrebbero dipingerlo E non capisco nemmeno la necessità di farlo sembrare un santo: se non avesse conosciuto la vita in ogni suo aspetto, la gioia, il sesso, le emozioni...come avrebbe potuto rappresentarle sulla tela?
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Ci siamo incantati davanti a molti quadri...spesso gli stessi! Mi sono riempita gli occhi di colore e bellezza e siamo usciti dopo un paio di ore pieni di ottimismo e gioia di vivere...anche il traffico romano congestionato dalla pioggia sembrava solo "colore locale"
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Scritto da: 8007roberta alle ore 17:22 | link | commenti (8) | Categoria:

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