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mercoledì, 14 novembre 2007
meglio i libri...

Ah i libri! Che meraviglioso mondo aprono ai nostri occhi!
Niente contro il film (anzi: i film), me li sono gustati tutti e tre e ho trovato ottima la scelta degli attori, ottime le ambientazioni, meravigliosa la musica!
Però...però quando ho letto i libri avevo un MIO Frodo, un MIO Gandalf, li avevo costruiti con la fantasia e francamente avevo colto un pizzico più del regista il loro senso dell'umorismo, la loro ironia...e un pizzico meno la loro drammaticità.
Certo il regista doveva mettere su dei film su una trama non facile, ambientata in tempi e luoghi inesistenti e come ho già detto c'è riuscito molto bene.
Subito dopo la visione del primo film mi sono precipitata a rileggere quel libro e ho trovato piccole discrepanze e grandi castronerie: come per esempio non aver fatto il primo libro della serie, senza aver visto COME Bilbo trova l'anello, come vince in furbizia un drago, come parte all'avventura insieme a un gruppo di nani, insomma senza averlo seguito oltre i confini della sua amata Contea la prima volta come si fa a capire lo spirito originale che lo pervade? Come si fa a comprendere quale angoscia coglie gli altri hobbit che si apprestano a lasciarla dopo di lui?
Ma quel libro è stato completamente ignorato (e non è meno bello di quelli della trilogia del Signore degli anelli!)...e allora mi sono accorta che ben altri passaggi sono stati completamente abbandonati: per assurdo manca il finale.
Eh si, perchè nel libro i quattro hobbit tornando a casa trovano la contea invasa, devono combattere ancora per liberarla e usare sia le armi che il cervello, non si tratta di una paginetta lasciata indietro...si parla di un intero capitolo e nemmeno poco interessante. Forse il regista avrà pensato che avevano sofferto abbastanza e che, per quanto lo riguardava, si erano già conquistati la possibilità di vivere in pace.
Ma lo scrittore non lo aveva messo alla fine per nulla, serviva a far vedere, col confronto con gli hobbit che erano rimasti a casa, quanto i quattro viaggiatori fossero cambiati, come fossero cresciuti e maturati; non solo, serve anche a lasciare quella piccola sensazione che da quel momento in poi la contea sarebbe stata stretta persino a Sam che sognava più di tutto la casa e le sue piante.
Alla fine del film si avverte la sensazione di "finalmente a casa", un senso di liberazione, di compiutezza...alla fine del libro si sente chiaro e forte quanto le persone coinvolte in quell'avventura siano cambiate e che la loro vita futura cambierà di conseguenza.
Sembra poca cosa...ma mi spinge a credere che sia SEMPRE meglio la versione cartacea.

Scritto da: 8007roberta alle ore 11:29 | link | commenti (17) | Categoria: libri, film, signore degli anelli

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